Estendendo il pensiero attraverso ombre amare, riconduco il reale alla maniera originale di concepire un peccato legato ai sensi. Contribuisco all'esaltazione vivacizando ogni pensiero e affiancando allo stato d’essere una vena in più per non cadere. Mi lascio andare seguendo il passo istintivo al fine di non provare l’esagerato rimorso che riconduce al ri-pensiero di un non preciso momento. Distinguo senza esitare ogni pre-illusione, coaugulando con il cervello, elimino il conflitto e innalzo il caos che in maniera ordinata spinge l'esistenza a voler sempre più essere, senza tacere. La maniera di armonizzare tranquillizza senza un preciso precedente. Intanto muovo.

Nulla di tacito imita le emozioni. Provare a sfiorare incatena. Un bum-bum egocentrico fa sobalzare a sorpresa. Io m’impegno a disegnare qualcosa di sfuggevole ma emozionale. Con curiosità primordiale non mi stanco di guardare e lasciarmi sbambolare. Finisco con il comprendere che la musica non fa altro che dilatare il sistema cognitivo. Riduco al minimo termine ogni contraddizione e trovo segni nuovi di un morale che cresce. Sogni fusi in pensieri moltiplicati fanno insorgere la volontà sempre crescente del bio-sogno di dover trasmettere un valore interno che da solo, isolato, inascoltato non riesce a stare. Tutto sta nel non morire.

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